Informazioni personali

Per effettuare una donazione a mezzo bonifico bancario, segui questi passaggi:

  1. Scegli l'importo da donare tra gli importi proposti, oppure scegli di donare un importo libero
  2. Compila i campi "Nome", "Cognome" e "indirizzo email"
  3. Se ti serve la ricevuta compila il campo "Commento", specificando il tuo nome e cognome, indirizzo, codice fiscale o partita iva
  4. Scegli se rendere anonima la Donazione cliccando sulla casella di spunta " Rendi anonima questa donazione"
  5. Clicca sulla casella di spunta "Accetta i termini e le condizioni?"
  6. Clicca sul bottone "Dona ora"

Alla conferma riceverai una email con i riferimenti del conto su cui effettuare la donazione a mezzo bonifico bancario.
Una volta ricevuto il tuo bonifico sarà nostra cura confermare la donazione. Alla nostra conferma ti verrà spedita una email che attesta l'avvenuto pagamento della somma a favore dell'Associazione Maurizio Garegnani.

Ti ricordiamo che la tua donazione è deducibile dalle tasse!

Termini

Totale della donazione: €100

Comunicati, In Evidenza, Lettere da lontano, Ultime News

Non dimentichiamo Haiti! – Lettera di Don Giuseppe Grassini

Non dimentichiamo Haiti!

       Come in tutto il mondo, il 1° maggio ad Haiti si festeggia ricordando il mondo del lavoro, ma sull’isola dei Caraibi questa festa ha una caratterizzazione particolare. Si chiama “Fèt Travay ak Agrikilti” (Festa del Lavoro e dell’Agricoltura).

Il lavoro nei campi è quello che impegna tutti perché è dal prodotto degli orti domestici che si raccoglie il cibo consumato quotidianamente nelle famiglie.

La Festa dell’Agricoltura è da sempre un’occasione per tramandare ai più giovani la storia e le tradizioni culturali di cui è ricca Haiti.

Anche nella scuola parrocchiale Sèn Jerà di Tirivyè sono state organizzate iniziative per coinvolgere gli alunni di tutte le classi.

       Un’altra festa altrettanto importante è la “Fèt Drapó” (Festa della Bandiera) che si celebra il 18 maggio ad Haiti.

La festa commemora la creazione della bandiera haitiana, avvenuta il 18 maggio 1803 durante il Congresso di Arcahaie. In quell’occasione, il leader rivoluzionario Jean-Jacques Dessalines prese il tricolore francese (blu, bianco e rosso) e strappò via la banda bianca, che rappresentava i colonizzatori europei. Le due bande rimaste, il blu e il rosso, vennero cucite insieme da Catherine Flon per simboleggiare l’unione dei neri e dei mulatti nella lotta comune contro l’esercito di Napoleone.

Pochi mesi dopo, il 1° gennaio 1804, Haiti divenne la prima repubblica nera indipendente al mondo. La bandiera non è solo un vessillo statale, ma il simbolo supremo della libertà conquistata con il sangue dagli schiavi insorti.

Al centro della bandiera fu successivamente inserito lo stemma nazionale con la scritta: “L’Union fait la force” (L’unione fa la forza). Per gli haitiani, questa festa è un promemoria annuale della loro resilienza, della loro dignità e del loro contributo alla storia della libertà universale.

La scuola di Tirivyè svolge regolarmente le sue attività, pur dovendo affrontare una situazione sempre più grave nel paese.

Haiti sta attraversando una delle crisi più profonde e drammatiche della sua storia recente.

Lo stato ha perso quasi totalmente il controllo del territorio a favore delle bande criminali armate (le gang), che controllano circa l’80% della capitale Port-au-Prince e si contendono le province. Omicidi e rapimenti a scopo di estorsione sono usati come arma di controllo del territorio. La Polizia Nazionale Haitiana è ampiamente sottorganica, sotto armata e spesso infiltrata dalle stesse bande criminali. Nonostante il dispiegamento di una missione multinazionale di supporto alla sicurezza guidata dal Kenya e autorizzata dall’ONU, la transizione verso una stabilità minima è estremamente lenta e le bande continuano a opporre una feroce resistenza, bloccando porti, aeroporti e vie di comunicazione.

Il paese vive in un vuoto istituzionale e in una paralisi democratica che si trascina da anni. Dall’assassinio del presidente Jovenel Moïse nel 2021, Haiti non ha più un presidente eletto. Non si tengono elezioni generali da anni e il parlamento è di fatto sciolto per la scadenza dei mandati dei suoi membri. A seguito delle dimissioni forzate del primo ministro Ariel Henry (provocate proprio dall’escalation di violenza delle gang), il potere politico è stato assunto da un Consiglio Presidenziale di Transizione con l’obiettivo di pacificare il paese e traghettarlo verso nuove elezioni democratiche. Tuttavia, le forti frammentazioni interne e la pressione delle bande criminali (che rivendicano un ruolo politico) minano costantemente la legittimità e l’efficacia del governo.

L’economia haitiana è in uno stato di collasso totale, configurando una catastrofe umanitaria senza precedenti nell’emisfero occidentale. Oltre il 60% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e soffre di insicurezza alimentare acuta, con intere aree del paese a rischio carestia. Le poche aziende ancora attive nel paese (soprattutto fabbriche tessili) e i negozi chiudono a causa delle estorsioni e dell’impossibilità di far circolare le merci. Le catene di approvvigionamento di carburante, acqua potabile e medicinali sono sistematicamente interrotte dai blocchi stradali delle gang.

Gli ospedali e le scuole sono per la maggior parte chiusi o inagibili. L’inflazione è fuori controllo e la sopravvivenza della popolazione dipende quasi interamente dagli aiuti umanitari internazionali (spesso bloccati per motivi di sicurezza) e dalle rimesse della diaspora haitiana all’estero.

Oggi più che mai è importante il nostro sostegno concreto alla parrocchia di Tirivyè che con le sue scuole garantisce agli alunni formazione e un pasto caldo quotidiano.

Gli insegnanti che lavorano regolarmente, con il loro stipendio possono mantenere dignitosamente le famiglie e incrementare la piccola economia locale.

In un mondo segnato da gravi situazioni di guerra e fatti di cronaca eclatanti, la situazione drammatica di Haiti rischia di sparire dall’attenzione internazionale.

Non dimentichiamo Haiti!

      L’Associazione Maurizio Garegnani ODV sostiene generosamente e con regolarità le attività della parrocchia Sèn Jerà di Tirivyè.

In particolare, garantisce un supporto concreto alle scuole parrocchiali, contribuisce al pagamento degli stipendi per gli insegnanti, finanzia programmi nutrizionali per i bambini, ha sostenuto la costruzione delle strutture e l’allestimento delle attrezzature delle scuole e del dispensario medico parrocchiale e ora ne garantisce la manutenzione, aiuta direttamente famiglie e studenti con maggiori difficoltà economiche.

Da quando è attiva l’Associazione Maurizio Garegnani, tutte queste iniziative hanno dato la speranza di un futuro più sereno a tanti amici haitiani.

Allora… non può mancare il nostro sostegno all’Associazione Maurizio Garegnani con la partecipazione alle manifestazioni che si svolgono durante l’anno, collaborando come volontari, contribuendo con donazioni liberali, devolvendo il 5×1000 delle imposte all’Associazione Maurizio Garegnani con la nostra firma nella dichiarazione dei redditi.

Anche il nostro piccolo contributo per le scuole di Tirivyè… può fare la differenza!

Grazie!

19 maggio 2026                                                                                                                                Don Giuseppe Grassini

BREVE VIDEO ED ULTIME FOTO DALLA MISSIONE